Azzorre, cosa vedere oltre São Miguel? L’ho chiesto al team di Azores Ticket Office, che organizza tour ed esperienze nell’arcipelago, insieme alle novità del 2027, alle esperienze per conoscere la cultura delle isole e a come le Azzorre bilanciano turismo e natura.

L’intervista è stata fatta in inglese il 15 ottobre 2026 al TTG Travel Experience di Rimini, la fiera dove enti del turismo, compagnie aeree e tour operator presentano i programmi della stagione successiva. Le risposte sono tradotte fedelmente, ripulite solo dalle ripetizioni del parlato. In fondo trovi le informazioni pratiche per organizzare il viaggio.

Il vulcano di Pico sopra le nuvole, Azzorre
Foto di Ramon Perucho su Pexels

💡 In breve: oltre São Miguel il team di Azores Ticket Office consiglia Santa Maria per spiagge e calma, São Jorge per i paesaggi, Flores per le cascate e Pico per la montagna più alta del Portogallo. Nel 2027 arrivano tour da fare in autonomia tradotti in italiano. Per la cultura: Terceira e le feste dello Spirito Santo.

Le domande dell’intervista:

Leonardbells con il team di Azores Ticket Office allo stand delle Azzorre al TTG Travel Experience 2026
Con il team di Azores Ticket Office allo stand delle Azzorre, al TTG Travel Experience 2026 di Rimini. Foto di Leonardbells.

Azzorre, quale isola visitare oltre São Miguel?

Le Azzorre sono un paradiso per chi ama la natura, ma molti viaggiatori italiani conoscono soprattutto São Miguel. Se doveste consigliare un’altra isola o un’esperienza meno conosciuta, quale sarebbe e perché?

Carolina Lopes, che è appena stata in vacanza a Santa Maria: Penso a Santa Maria. Forse, se arrivi da una grande città, non avrai molto da fare, ma è una destinazione splendida per il mare. Ci sono spiagge di sabbia come a São Miguel, ma più chiare, e posti spettacolari dove andare solo per rilassarsi, in un villaggio appartato, magari in un Airbnb. Quando ero lì ho passato del tempo anche con la comunità locale: abbiamo trovato persone che cucinavano all’aperto e ci hanno invitato a mangiare. Credo sia una bellissima esperienza per chi arriva da fuori. Quindi, invece di andare nei posti già famosi per le spiagge, Santa Maria è un’ottima scelta.

Dal team: La mia isola preferita, ed è un’opinione personale, è São Jorge, perché sembra surreale. Vivo alle Azzorre, quindi le Azzorre le conosco bene, eppure a São Jorge mi è capitato più volte di guardarmi intorno e pensare: non esiste, non è normale. Ti ridimensiona, ti fa capire quanto la natura abbia ancora potere. È un posto davvero bellissimo.

L’altra isola che mi piace molto è Flores. Forse non è la più comoda in termini di hotel di lusso, ma è un’isola piccola, con più di 40 cascate, e ha una bellezza intatta, che ti fa sentire umile. E molti dicono che l’isola giusta sia Pico, perché ha gli estremi: si va dal livello del mare alla montagna più alta del Portogallo, e ogni 50 metri sembra un posto diverso. Quindi dipende molto dai gusti e da cosa si vuole fare: ognuna ha qualcosa.

Una cascata tra il verde delle Azzorre
Una delle tante cascate delle Azzorre. Foto di William Choquette su Pexels

Azzorre 2027: tour in italiano e in bici elettrica

Guardando al 2027, qual è il progetto o la novità che vi entusiasma di più, e perché può fare la differenza per i viaggiatori italiani?

Stiamo sviluppando tour da fare in autonomia alle Azzorre. Abbiamo iniziato con Ponta Delgada, la capitale di São Miguel, e vogliamo arrivare anche alle altre isole. Quello che a volte manca alle Azzorre sono le guide in italiano, e questo può aiutare molto i viaggiatori italiani che cercano un tour veloce, non troppo caro e nella loro lingua. Può aiutare anche a visitare le isole che non hanno queste guide, e in futuro speriamo di avere tutti i tour tradotti in italiano.

E poi i tour in bicicletta: ne stiamo sviluppando parecchi, come una settimana in bici elettrica intorno all’isola, partendo da São Miguel. Quindi c’è qualcosa in arrivo.

Feste dello Spirito Santo e Terceira: la cultura delle Azzorre

Ognuna delle nove isole ha il suo paesaggio, le sue tradizioni e il suo carattere. Quale esperienza culturale consigliereste a chi vuole scoprire l’identità delle Azzorre oltre alla natura?

Per la cultura partirei da Terceira, la seconda isola più grande. A volte gli azzorriani dicono che abbiamo otto isole e un parco divertimenti, perché a Terceira amano vivere all’aperto, avere un motivo per festeggiare, fare festa: comincia già dal carattere dell’isola. Angra do Heroísmo, la capitale di Terceira, è stata due volte capitale del Portogallo: lì ha vissuto davvero un re. È un’isola piccola, con case piccole e persone molto semplici, e accanto c’è il municipio, decorato per il re, se entri. C’è il Palácio dos Capitães Generais, che è stato residenza ufficiale del re. Quindi convivono questi estremi: un posto umile e naturale insieme a una storia molto ricca, nascosta. Ed è tutto concentrato in poco spazio.

Una strada lastricata con le case tipiche di Terceira, Azzorre
Foto di Sergio Paulo Silva Rodrigues su Pexels

Poi a Terceira ci sono le corse con i tori. So che non piacciono a tutti, ma a Terceira sono molto ben organizzate. Non abbiamo corride: si corre per le strade con i tori, e ci sono regole molto rigide per proteggere sia le persone sia gli animali. I tori hanno il loro calendario, non corrono ogni giorno, e durante l’anno sono tenuti molto bene. Io per esempio sono contro l’uso degli animali nei circhi, e le ho viste una volta sola perché pensavo di non poterne parlare senza sapere cosa fosse. Un toro può correre solo tre o quattro volte all’anno, non più di 20 minuti, ed è tenuto molto bene tutto l’anno: per il proprietario è una fonte di reddito, quindi ha tutto l’interesse a tenerlo sano e tranquillo. Non è uno sfruttamento senz’anima, ed è un’esperienza molto particolare.

Poi c’è il carnevale, che a Terceira dura circa un mese, e anche a São Miguel si festeggia per un mese. È una festa importante, non come quella brasiliana perché fa troppo freddo, ma è comunque una festa. E d’estate ci sono le feste estive, quindi in qualunque momento vai c’è sicuramente qualcosa. Ed è facile partecipare, perché le feste si fanno soprattutto per strada: ci vai, ti mescoli, magari qualcuno ti offre una birra.

Un’altra tradizione molto interessante, comune a tutte le isole, sono le feste dello Spirito Santo. In origine vengono dalle feste del raccolto di fine estate dell’Europa centrale; alle Azzorre non ci sono davvero quattro stagioni, quindi queste feste sono sparse, di solito dall’inizio dell’estate. Ogni villaggio ha la sua festa e la organizza da sé, come preferisce: nel mio villaggio, per esempio, c’è una serata karaoke, che alle due di notte è pazzesca, rumorosa e divertente. Di solito suona una band locale, la gente del posto si ritrova e tutti sono benvenuti.

C’è un giorno in cui il villaggio prepara una zuppa tradizionale; in alcune isole ci sono pani diversi, o il maiale alla griglia. Si apparecchiano grandi tavolate in mezzo al villaggio e chiunque passi è invitato a mangiare: un pasto gratis, con la zuppa tradizionale, di solito seguita dal pane dolce e qualcosa da bere, e poi puoi comprare il vino, con la musica locale. L’idea principale di questa festa è proprio la condivisione, essere grati per quello che si ha. In molti ci dicono che è un’esperienza bellissima. Di solito c’è anche una lotteria con prodotti locali: una volta, tra i nostri clienti, qualcuno ha vinto un cappotto, e non sapevamo cosa farne! Ma lì vedi davvero la vita locale.

Alle Azzorre c’è anche una parte religiosa importante. Di solito non ci si va per la religione, ma c’è una ricca architettura nelle chiese, e le feste dello Spirito Santo vanno avanti quasi tutto l’anno, passando di villaggio in villaggio. Una delle feste religiose più grandi è quella del Santo Cristo, che sempre più persone conoscono: quest’anno c’erano tanti turisti e tante persone tornate dall’America, perché molti azzorriani sono emigrati lì e tornano a visitare la loro terra. È una festa enorme che mi piace visitare ogni anno: puoi seguire la parte religiosa o solo la festa, stare con la gente del posto e provare i cibi locali, anche quelli dei chioschi, ma fatti in modo diverso. È un’esperienza locale, caotica. È un ottimo consiglio per chi vive la fede.

Se invece cerchi qualcosa di più moderno, ogni anno, il primo weekend di agosto, a São Miguel c’è la festa bianca, in cui tutti si vestono di bianco. Si fa per strada: a ogni angolo c’è una band o della musica, i ristoranti sono aperti, si vendono vino e gin, quindi puoi girare per la città, bere qualcosa e ascoltare musica. La stessa festa c’è a Faial, due settimane dopo, sempre ad agosto. E di solito ci sono le feste del mare, la Semana do Mar, a Pico e a Faial, con tanti concerti e artisti portoghesi invitati: tutta la comunità locale si ritrova per la festa. Quindi d’estate trovi tante feste così. Online c’è anche il nostro calendario culturale: se pianifichi un viaggio puoi vedere cosa c’è, ed è molto facile partecipare.

Come le Azzorre proteggono la natura?

Le Azzorre hanno un patrimonio naturale straordinario, che è anche uno dei motivi principali per cui i viaggiatori le scelgono. Come lavorate per bilanciare sviluppo turistico, tutela dell’ambiente e benessere delle comunità locali?

È una delle domande più difficili, perché è una sfida per ogni destinazione turistica. Le Azzorre sono state in parte fortunate a essere scoperte tardi, quindi possiamo imparare dagli altri: ci proviamo, anche se non sempre funziona. Ma ci sono aspetti che funzionano molto bene.

Per esempio il whale watching. Quando è nato, le aziende serie hanno capito molto presto che non si poteva fare a caso, che bisognava proteggere quello che avevano. Le Azzorre sono uno dei posti migliori al mondo per il whale watching, per le tante specie che si possono vedere, ma anche perché è uno dei whale watching più regolamentati al mondo: l’interesse è che gli animali stiano tranquilli e tornino. È tutto regolato: a che distanza ci si può avvicinare, quanto si può restare, cosa si può fare, se si può nuotare o no. E le aziende rispettano le regole in modo rigoroso e si controllano a vicenda: se qualcuno esagera, se lo dicono. In questo senso funziona molto bene.

La coda di una balena che si immerge nell'oceano
Le Azzorre sono tra i posti migliori al mondo per il whale watching. Foto di Francesco Ungaro su Pexels

Come diciamo noi, la nostra foresta è il mare: gran parte della nostra ricchezza è lì. Proprio ora alle Azzorre è stata istituita la più grande area marina protetta d’Europa. È l’inizio di un processo che riguarda sia la pesca sia le immersioni: garantire zone protette dove i pesci possano crescere, per tutelare la biodiversità. Una delle sfide è permettere anche ai pescatori locali di continuare a lavorare, ma alcuni collaborano già con la conservazione, con progetti per esempio per ripulire il mare dai rifiuti.

A Corvo, l’isola più piccola, i pescatori hanno deciso da soli di creare una zona dove nessuno pesca, proprio per far crescere i pesci. All’inizio non era una protezione ufficiale; dopo 20 anni ora è un’area protetta dal governo, perché hanno visto da soli che funziona molto bene. È uno dei rari posti in cui sono stati gli abitanti a far partire un programma che poi il governo ha adottato.

A São Miguel forse è più difficile, perché è l’isola più grande e ha più turisti, quindi si vede di più l’impronta del turismo, ma anche lì cerchiamo almeno di ascoltare quello che dicono gli abitanti. Tanti giovani hanno l’opportunità di lavorare nel turismo: si può sempre discutere se siano i lavori migliori, ma altrimenti sulle isole non ci sono molte alternative, e il turismo ha permesso a molti giovani di restare invece di andare a cercare lavoro altrove. Si può sempre fare di più. E gli azzorriani vedono la loro isola così: la nostra casa non finisce alla porta di casa, la nostra casa è tutto. Molti sono molto attenti a quello che succede intorno a loro, vanno a pulire le spiagge, si prendono cura non solo del proprio ma di tutto. E questo ovviamente ci aiuta.

Info pratiche

Questa parte l’ho aggiunta io, per aiutarti a mettere in pratica i consigli dell’intervista.

Come arrivare e muoversi

Dall’Italia alle Azzorre si vola di solito con uno scalo a Lisbona o a Porto. Tra le isole ci si sposta con i voli interni di SATA. I traghetti collegano soprattutto le isole del gruppo centrale (Pico, Faial, São Jorge) e in estate anche altre isole, ma rotte e periodi cambiano ogni anno: controlla gli orari aggiornati sul sito dell’operatore Atlânticoline. Su ogni isola l’auto è il modo migliore per muoversi: io confronto i prezzi su DiscoverCars, che con il mio link dà fino al 4% di sconto, e qui trovi i miei consigli per risparmiare sul noleggio.

Le isole citate nell’intervista

  • Santa Maria: spiagge di sabbia chiara e villaggi tranquilli;
  • São Jorge: paesaggi che sembrano surreali;
  • Flores: oltre 40 cascate e una natura intatta;
  • Pico: dal livello del mare alla montagna più alta del Portogallo;
  • Terceira: feste, carnevale e la storia di Angra do Heroísmo.

Date e luoghi citati

Il vulcano di Pico è alto 2.351 metri. Le feste dello Spirito Santo si tengono soprattutto tra primavera ed estate, la festa del Santo Cristo dos Milagres è a Ponta Delgada, di solito a maggio. Il calendario degli eventi e le informazioni ufficiali sono su visitazores.com.

Documenti, internet e assicurazione

Le Azzorre sono Portogallo, quindi Unione Europea: basta la carta d’identità e la SIM italiana funziona in roaming UE. Se il tuo piano ha pochi giga all’estero, un’eSIM Holafly ti evita sorprese: con il codice LEONARDO hai lo sconto. Alle Azzorre il meteo cambia in fretta e i voli interni possono saltare per il vento: un’assicurazione che copra ritardi e cambi di programma aiuta. Io uso Heymondo, che con il mio link ti dà il 10% di sconto.

Domande frequenti sulle Azzorre

Quale isola delle Azzorre visitare oltre São Miguel?

Dipende da cosa cerchi: Santa Maria per spiagge e tranquillità, São Jorge per i paesaggi, Flores per le cascate, Pico per il vulcano, Terceira per le feste e la storia di Angra do Heroísmo.

Quanti giorni servono per visitare due o tre isole delle Azzorre?

Almeno una settimana, meglio dieci giorni. Tra un’isola e l’altra lascia un margine: i voli interni possono saltare per il vento e il meteo cambia in fretta.

Cosa sono le feste dello Spirito Santo alle Azzorre?

Feste di villaggio che si tengono in tutte le isole, organizzate da ogni comunità a modo suo. In molte si preparano pasti tradizionali, come la zuppa, condivisi con chi passa.

Le Azzorre sono un buon posto per il whale watching?

Sì, tra i migliori al mondo per numero di specie, e con regole molto rigide su distanze e tempi per non disturbare gli animali.

Ci sono guide in italiano alle Azzorre?

Poche. Per questo Azores Ticket Office sta creando tour da fare in autonomia tradotti in italiano, partendo da Ponta Delgada.

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Intervista a Carolina Lopes e a Triin Medeiros realizzata in inglese al TTG Travel Experience 2026 di Rimini. Le informazioni pratiche sono aggiornate a ottobre 2026.

Tu quale isola delle Azzorre sceglieresti? Scrivimelo su Instagram o TikTok.


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