Cosa fare alle Seychelles oltre a stare in spiaggia? L’ho chiesto a Vesna Rakic, CEO del Seychelles Tourism Board, l’ente del turismo dell’arcipelago, insieme ai progetti per il 2027, a come i viaggiatori possono aiutare a proteggere il mare e a quali esperienze raccontano il paese oltre ai resort, dal coco de mer alle tartarughe giganti.

L’intervista è stata fatta in inglese il 15 ottobre 2026 al TTG Travel Experience di Rimini, la fiera dove enti del turismo, compagnie aeree e tour operator presentano i programmi della stagione successiva. Le risposte sono tradotte fedelmente, ripulite solo dalle ripetizioni del parlato. In fondo trovi le informazioni pratiche per organizzare il viaggio.

Massi di granito e mare turchese ad Anse Source d'Argent, La Digue
Foto di Erdmbey su Pexels

💡 In breve: per vivere la natura il Seychelles Tourism Board consiglia il trekking (Anse Major e Copolia, a Mahé, sono i sentieri più facili) e l’island hopping tra isole diverse. Per legge l’accesso a tutte le spiagge è pubblico, anche davanti ai resort. In arrivo il programma Blue Five per la vita marina. I simboli del paese: il coco de mer e le tartarughe giganti, studiate per la longevità.

Le domande dell’intervista:

Cosa fare alle Seychelles nella natura?

Le Seychelles sono famose per le spiagge da cartolina, ma hanno anche una biodiversità straordinaria. Se dovessi consigliare un’esperienza nella natura che meriterebbe più attenzione da parte dei viaggiatori italiani, quale sarebbe e perché?

Le Seychelles sono conosciute per la loro ricca biodiversità, e uno dei modi per viverla è il trekking. Abbiamo ad esempio il Seychelles Nature Trail, che si tiene ogni maggio: è un’occasione per percorrere un sentiero di 22 km nella biodiversità, attraverso le foreste pluviali, godendo dei panorami. È uno degli eventi che organizziamo ogni anno.

Ma abbiamo sentieri su tutte le isole, in particolare a Mahé, che è l’isola principale e la più grande, e di diversi livelli. Si può iniziare con un sentiero per principianti lungo la costa, come l’Anse Major Nature Trail: si cammina lungo la costa tra i massi di granito e si arriva a una spiaggia bellissima, appena fuori da un parco marino. Altri sentieri, come Copolia, attraversano la foresta pluviale. Quindi c’è il contrasto tra costa e montagna, con opzioni e livelli di difficoltà diversi per tipi di viaggiatori diversi. Copolia e Anse Major sono i due più famosi e sono più o meno per principianti, quindi piacciono a un pubblico molto ampio.

Foresta e montagne sull'isola di Mahé, Seychelles
Foto di Nina Smirnova su Pexels

Su cosa puntano le Seychelles nel 2027?

Qual è il progetto o l’iniziativa più importante per il 2027, che può fare davvero la differenza per il mercato italiano?

Le Seychelles sono una destinazione insulare tra le preferite dagli italiani, e vogliamo rafforzare questa posizione anche con eventi come il TTG, lavorando con il trade per preparare il 2027. Nel 2027 ci concentreremo sulla natura, sulla cultura e la cucina e sul romanticismo: le Seychelles sono già sinonimo di destinazione romantica, ma lo allargheremo alle celebrazioni. Vorremmo che le persone considerassero le Seychelles per i momenti importanti, come un sessantesimo compleanno: invece di spendere in cose, vivere una vacanza, un’esperienza, il viaggio di una vita.

Un’altra area che stiamo sviluppando è il benessere, che si sposa naturalmente con la destinazione: sei nella natura, hai la possibilità di entrarci in contatto, e il ritmo lento delle isole e la semplicità della vita isolana permettono di rigenerarsi. Quando torni in Italia hai le energie ricaricate, davvero.

E poi l’avventura: snorkeling ed esplorazione del mondo sottomarino, immersioni, trekking, pesca sportiva responsabile con il tag and release, birdwatching, zip line, kayak nelle paludi e tante altre esperienze nella natura, con altre in arrivo.

Oltre a questo, ci concentreremo su quello che distingue le Seychelles dalle altre destinazioni, come l’island hopping. Alle Seychelles puoi soggiornare su isole diverse, ognuna con il suo carattere e la sua atmosfera, in un’unica vacanza. Abbiamo ottime infrastrutture: strade buone se vuoi guidare, oppure puoi camminare; a La Digue puoi noleggiare una bicicletta, a Praslin puoi esplorare, e ci sono altre isole, come Silhouette. Quindi puoi spostarti tra le isole in autonomia, con una guida o con un pacchetto, in modo semplice.

E su ogni isola tutte le spiagge sono pubbliche, quindi puoi visitarle senza restrizioni. Non ci sono spiagge riservate a un resort: anche se c’è un resort, hai comunque accesso alla spiaggia. È qualcosa di piuttosto unico delle Seychelles. Siamo una destinazione premium per natura, ma varia nelle esperienze: che tu stia in una piccola guesthouse a contatto con la gente del posto o in un cinque stelle con tutti i servizi, vivi comunque questa destinazione premium per natura.

Come proteggere il mare delle Seychelles?

Le Seychelles hanno un ecosistema marino preziosissimo e il turismo ha un ruolo importante nell’economia dell’arcipelago. Come bilanciate la crescita del turismo con la protezione del mare, e come possono contribuire i visitatori?

Parto dalla fine. Abbiamo un programma che si chiama Blue Five, che lanceremo presto: è l’equivalente dei Big Five del continente africano, dedicato agli squali balena, alle tartarughe e ad altre creature marine, compresi gli uccelli marini. Farà parte del nostro racconto: l’idea è condividere queste storie incredibili con i visitatori e sui nostri social, per trasmettere la meraviglia della destinazione. È uno sviluppo molto interessante verso il 2027: approfondire il racconto delle Seychelles, non solo la loro bellezza senza pari, ma quello che c’è sotto la superficie. E cosa c’è di più credibile della natura?

Le Seychelles hanno leggi ambientali forti e aree protette, e siamo riconosciuti per questo a livello mondiale: il 30% delle nostre acque territoriali è tutelato da parchi marini e aree protette gestiti da un’unica autorità. E ci sono tante campagne delle ONG per educare il pubblico alla conservazione, con programmi in corso a cui possono partecipare anche gli ospiti.

Per esempio i vivai di corallo: in alcune aree piantano coralli e hanno trovato modi efficaci per rigenerarli, e gli hotel cofinanziano questi progetti. Così i visitatori possono fare snorkeling in un vivaio di corallo o adottare un corallo, partecipando al programma di ripristino. Ci sono anche le pulizie delle spiagge, organizzate quasi sempre dagli hotel, ma anche da associazioni indipendenti, con eventi aperti ai visitatori.

I visitatori fanno davvero parte della vita alle Seychelles: abbiamo 400.000 visitatori all’anno e 130.000 abitanti. Viviamo di turismo, tocca quasi ogni aspetto della vita del paese, quindi i visitatori sono benvenuti in qualsiasi programma, fanno parte della società. La cosa principale è raggiungerli, e lo facciamo attraverso il nostro sito ufficiale, dove raccontiamo tutte queste attività, le storie di conservazione e gli eventi locali.

Tartarughe giganti di Aldabra alle Seychelles
Foto di mysurrogateband su Pexels

Le Seychelles oltre i resort: cultura e comunità

In Italia le Seychelles sono spesso associate alla luna di miele e ai resort esclusivi. Quale esperienza vorresti far conoscere per mostrare che le isole si possono vivere anche con l’avventura, la cultura e il contatto con le comunità locali?

Le Seychelles sono sinonimo di romanticismo: le isole creano naturalmente questa atmosfera, con tramonti surreali e il contatto con la natura. Resteremo sempre una destinazione romantica, con quella magia. Basta pensare alla storia del coco de mer, la noce più grande del mondo, che ha la forma di un corpo femminile, e c’è anche la pianta maschile. È simbolico: è il Giardino dell’Eden. È il simbolo delle Seychelles, è persino la forma del timbro che ti mettono sul passaporto. Si potrebbe dedicargli un articolo a parte.

L’altro simbolo delle Seychelles è la tartaruga gigante, che rappresenta bene il ritmo lento delle isole. E proprio adesso stanno studiando i geni delle tartarughe di Aldabra delle Seychelles per capire di più sulla longevità: se la cerchi online, trovi la notizia. Molto interessante: la vita nella corsia lenta.

Un coco de mer, la noce più grande del mondo, dalle forme femminili
Un coco de mer al Jardin du Roi, a Mahé. Foto di Norbert Nagel su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

Poi c’è la cultura. Abbiamo un cibo straordinario, frutto delle nostre radici storiche, francesi, indiane e cinesi, che si fondono nella cucina creola. E con la cucina viene il contatto vero con le comunità: le comunità sono sempre più coinvolte nel turismo e offrono uno sguardo sulla loro cultura. I seychellesi sono creativi per natura, nell’arte, nella musica, nella cucina, e lo esprimono in modo spontaneo, che non è uguale ovunque. Soprattutto, la comunità è accogliente: il turismo fa parte della nostra vita e alle persone importa davvero dei visitatori. È un’ospitalità genuina e discreta, mai invadente.

Coco de mer e tartarughe giganti: dove vederli

Questa parte l’ho aggiunta io, per approfondire i due simboli di cui mi hanno parlato.

Il coco de mer è il seme di una palma che cresce allo stato selvatico solo sulle isole di Praslin e Curieuse. È il seme più grande del mondo vegetale, può superare i 20 kg, e la sua forma ricorda un bacino femminile; le infiorescenze della pianta maschile hanno invece una forma allungata, da cui sono nate tante leggende. Il posto migliore per vederlo è la Vallée de Mai, a Praslin, patrimonio UNESCO: una foresta di palme dove si cammina su sentieri segnalati.

Le tartarughe giganti di Aldabra vivono più di un secolo. A ottobre 2026 uno studio pubblicato su Science Advances ha analizzato il genoma di Jonathan, una tartaruga di circa 194 anni della specie di Aldabra, che però vive sull’isola di Sant’Elena e non alle Seychelles, insieme ad altri esemplari. Lo studio ha trovato varianti legate alla riparazione del DNA e all’invecchiamento, ma sono risultati preliminari: non spiegano ancora in modo definitivo la loro longevità. Alle Seychelles le tartarughe giganti si vedono in libertà sull’isola di Curieuse, raggiungibile in barca da Praslin.

Info pratiche

Documenti

Gli italiani non hanno bisogno del visto, ma prima di partire devono richiedere online la Travel Authorisation sul portale ufficiale del governo, seychelles.govtas.com. Servono passaporto, biglietto di ritorno e prenotazione dell’alloggio. Attenzione ai siti non ufficiali, che chiedono commissioni in più. Controlla sempre la scheda aggiornata su Viaggiare Sicuri. Eventi e programmi di conservazione sono sul sito ufficiale seychelles.travel.

Muoversi ed escursioni

A Mahé e Praslin l’auto a noleggio è comoda (si guida a sinistra): io confronto i prezzi su DiscoverCars, che con il mio link dà fino al 4% di sconto. Le gite in barca, lo snorkeling nei parchi marini e le escursioni tra le isole le trovi su GetYourGuide. Ho anche un codice sconto: scrivimi in direct su Instagram e te lo mando.

Quando andare

Il clima è caldo tutto l’anno. I mesi di passaggio tra un aliseo e l’altro, aprile-maggio e ottobre-novembre, hanno di solito mare più calmo e acqua più limpida, l’ideale per lo snorkeling.

Internet e assicurazione

Le Seychelles sono fuori dall’UE e il roaming italiano costa caro. Io uso un’eSIM Holafly, che si installa prima di partire: con il codice LEONARDO hai lo sconto. Per un viaggio lungo con scalo, un’assicurazione che copra spese mediche, ritardi e bagagli è da mettere in conto: io parto con Heymondo, che con il mio link ti dà il 10% di sconto.

Domande frequenti sulle Seychelles

Cosa fare alle Seychelles oltre al mare?

Trekking a Mahé (Anse Major, Copolia), la Vallée de Mai a Praslin con il coco de mer, le tartarughe giganti a Curieuse, island hopping tra Mahé, Praslin e La Digue, snorkeling nei parchi marini.

Quali trekking alle Seychelles sono adatti ai principianti?

Secondo il Seychelles Tourism Board i due più famosi e facili sono l’Anse Major Nature Trail, lungo la costa, e Copolia, nella foresta di Mahé. Prima di partire controlla le condizioni del sentiero e porta acqua: fa caldo e c’è umidità.

Cos’è il coco de mer?

È il seme di una palma che cresce allo stato selvatico solo a Praslin e Curieuse: il più grande del mondo vegetale, famoso per la forma che ricorda un corpo femminile.

Le spiagge delle Seychelles sono pubbliche?

Sì, per legge l’accesso alle spiagge è pubblico, anche davanti ai resort. Alcune però si raggiungono solo a piedi o in barca.

Come si può aiutare la tutela del mare alle Seychelles?

Partecipando ai programmi di hotel e associazioni, come l’adozione di un corallo, lo snorkeling nei vivai dove è previsto e le pulizie delle spiagge aperte ai visitatori.

Serve il visto per le Seychelles?

No, ma serve la Travel Authorisation da richiedere online prima della partenza sul portale ufficiale del governo.

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Intervista a Vesna Rakic (Seychelles Tourism Board) realizzata in inglese al TTG Travel Experience 2026 di Rimini. Le informazioni pratiche sono aggiornate a ottobre 2026: prima di partire controlla documenti e requisiti sui siti ufficiali.

Il coco de mer lo conoscevi già? Scrivimelo su Instagram o TikTok.


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