Dal 4 novembre 2026 per volare negli Stati Uniti serve la dichiarazione Ebola: prima dell’imbarco ogni passeggero firma che negli ultimi 21 giorni non è stato nella Repubblica Democratica del Congo. Vale per tutti i voli diretti negli USA, anche se fai solo scalo, e per ora resta in vigore fino al 18 dicembre 2026. Se arrivi dall’Italia non devi chiedere nulla in anticipo: la compagnia aerea te la fa compilare al check-in.
In breve
- Da quando: voli in partenza dalle 23:59 del 3 novembre, ora di New York, cioè dalle 5:59 del 4 novembre in Italia.
- Fino a quando: 18 dicembre 2026, salvo proroghe o modifiche dei CDC.
- Come: modulo CDC 367886-A, digitale o cartaceo, gestito dalla compagnia aerea.
- Costo: gratis, e non sostituisce l’ESTA.
Cos’è la dichiarazione Ebola per gli Stati Uniti
È un’attestazione richiesta dai CDC, l’agenzia sanitaria federale americana, con un’ordinanza firmata il 22 ottobre 2026 e modificata il 28 ottobre. Nasce per l’epidemia di Ebola da virus Bundibugyo iniziata a maggio 2026 nella Repubblica Democratica del Congo (RDC).
Con la firma dichiari una sola cosa: di non essere stato nella RDC nei 21 giorni prima dell’imbarco. Conta anche uno scalo in un aeroporto congolese, pure se non sei uscito dall’area transiti. Non ci sono test, certificati medici o domande sullo stato di salute.

Chi deve compilare la dichiarazione Ebola
Tutti i passeggeri dei voli internazionali diretti negli Stati Uniti, qualunque sia la nazionalità e l’aeroporto di partenza:
- italiani e stranieri, compresi i cittadini americani e chi ha la green card;
- chi fa solo scalo negli USA per proseguire verso Messico, Caraibi o Canada;
- i minori: firma un genitore, un tutore o un adulto del gruppo;
- i gruppi: una persona può firmare per tutti, ma ogni passeggero deve avere il suo modulo compilato.
La regola vale anche per i voli privati e di aviazione generale. Non riguarda chi entra negli Stati Uniti via terra o via mare.
Come e dove si compila
La raccolta spetta alle compagnie aeree, che hanno scelto modalità diverse: una schermata in più nel check-in online o nell’app, una domanda al chiosco, il modulo cartaceo al banco. Il modulo ufficiale è il CDC 367886-A: lo puoi stampare o tenere sul telefono.
Il mio consiglio pratico per la dichiarazione Ebola: fai il check-in online appena si apre e leggi tutte le schermate. Se la compagnia non ti chiede nulla online, porta il modulo già compilato in aeroporto, così non perdi tempo al banco. Senza dichiarazione firmata la compagnia non può farti salire a bordo.
La dichiarazione Ebola si aggiunge alle regole di sempre e non le sostituisce. Per entrare negli USA come turista servono ancora:
- passaporto elettronico valido per tutta la durata del soggiorno;
- ESTA approvato, che dal 30 settembre 2025 costa 40 dollari e vale 2 anni (se rinnovi il passaporto, devi rifare anche l’ESTA);
- un’assicurazione sanitaria, non obbligatoria ma fortemente consigliata, perché negli Stati Uniti anche un pronto soccorso costa migliaia di dollari.

Se sei stato in Congo o in Africa centrale
Il conteggio parte dal giorno in cui lasci la RDC, che vale come giorno 0: puoi imbarcarti per gli Stati Uniti dal giorno 22. Prima di quella data l’imbarco viene negato, salvo esenzioni concesse dai CDC per motivi umanitari o di interesse del governo americano.
Mentire ha conseguenze serie: una dichiarazione falsa a un’autorità federale è un reato secondo la legge americana. Se hai attraversato altri paesi dell’Africa centrale senza entrare nella RDC, la dichiarazione non ti riguarda, ma controlla di non aver fatto scalo a Kinshasa o Lubumbashi.

Perché le compagnie aeree protestano per la dichiarazione Ebola
IATA e Airlines for America hanno definito la misura sproporzionata: chiede a milioni di passeggeri una firma che riguarda un numero molto piccolo di viaggiatori, e solo per chi arriva in aereo. Le compagnie avevano chiesto di rinviare la data e di escludere equipaggi e personale militare. Al 5 novembre i CDC non hanno cambiato la scadenza.
Per chi parte dall’Italia, l’effetto pratico è qualche minuto in più al check-in, soprattutto nei primi giorni, quando il personale a terra sta ancora prendendo le misure. Se hai uno scalo stretto in Europa prima del volo per gli USA, tieniti un margine.

Prima di partire per gli USA: cosa sistemare
Se stai organizzando un viaggio negli Stati Uniti per le vacanze di Natale o per l’inverno, ecco cosa preparare insieme alla dichiarazione:
- connessione: negli USA il roaming delle offerte italiane costa caro. Io a San Francisco ho usato Holafly, con il codice LEONARDO hai il 5% di sconto. Prezzi e reti sono nella guida all’eSIM per gli USA;
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- parchi nazionali: se fai un on the road, leggi la guida alla tessera dei parchi nazionali USA, che dal 2026 costa di più per chi non è residente;
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Domande frequenti
Cos’è la dichiarazione Ebola per gli Stati Uniti?
È un modulo dei CDC in cui dichiari di non essere stato nella Repubblica Democratica del Congo nei 21 giorni prima dell’imbarco. È obbligatoria per tutti i voli diretti negli USA dal 4 novembre 2026, ora italiana.
Devo compilarla anche se parto dall’Italia?
Sì. La regola vale per tutti i passeggeri dei voli verso gli Stati Uniti, indipendentemente dalla nazionalità e dall’aeroporto di partenza, compresi i bambini e chi fa solo scalo.
Dove si trova il modulo?
Te lo chiede la compagnia aerea durante il check-in online, al chiosco o al banco. Il modulo ufficiale CDC 367886-A si può scaricare dal sito dei CDC e portare stampato o sul telefono.
Quanto costa la dichiarazione Ebola?
Niente, è gratuita. Resta invece a pagamento l’ESTA, che costa 40 dollari.
Fino a quando sarà obbligatoria?
L’ordinanza dei CDC resta in vigore fino al 18 dicembre 2026, a meno che non venga revocata prima o prorogata.
Fonti: ordinanza CDC sull’attestazione per i passeggeri e Visit USA Italia. Aggiornato al 5 novembre 2026: prima di partire controlla le istruzioni della tua compagnia aerea.
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