Cosa vedere in Giamaica oltre le spiagge di Negril, il reggae e i resort? L’ho chiesto a Chevannes Barragan De Luyz, Regional Director Continental Europe del Jamaica Tourist Board, l’ente del turismo giamaicano, insieme ai progetti per il 2027 e a come entrare in contatto con le comunità locali.
L’intervista è stata fatta in inglese il 14 ottobre 2026 al TTG Travel Experience di Rimini, la fiera dove enti del turismo, compagnie aeree e tour operator presentano i programmi della stagione successiva. Le risposte sono tradotte fedelmente, ripulite solo dalle ripetizioni del parlato. In fondo trovi le informazioni pratiche per organizzare il viaggio.

💡 In breve: per una Giamaica diversa il Jamaica Tourist Board consiglia l’est dell’isola, Port Antonio, con le Blue Mountains del caffè, le comunità Maroon e il rafting sul Rio Grande. Dopo l’uragano Melissa molti hotel si sono rinnovati e, secondo l’ente, riapriranno entro marzo 2027. Il mercato italiano nel 2026 è cresciuto di oltre il 10%.
Le domande dell’intervista:
- Cosa vedere in Giamaica oltre Negril?
- Come sarà la Giamaica nel 2027 dopo l’uragano?
- Turismo di comunità in Giamaica: agricoltori, artigiani e musica
- Cosa volete dire ai viaggiatori italiani?
- Info pratiche
- Domande frequenti
Cosa vedere in Giamaica oltre Negril?
Quando si pensa alla Giamaica vengono subito in mente spiagge, reggae e resort. Se dovessi scegliere un’esperienza per far scoprire ai viaggiatori italiani un lato meno conosciuto dell’isola, quale sarebbe e perché?
Sarebbe l’esatto opposto di quello che conoscono. Gli italiani conoscono molto bene il lato ovest, Negril, con i suoi 3,5 km di spiaggia bianca, dove il sole tramonta. Io vorrei portarli dove il sole sorge: a Port Antonio, sul lato est dell’isola. Come Negril è molto rilassata, ma è una zona di ecoturismo: non è costruita come una tipica destinazione turistica, è molto verde, e cerchiamo di preservare tutto quel verde e quella natura.
Ci sono montagne di oltre 2.000 metri. Sulle Blue Mountains si coltiva il nostro caffè giamaicano, che è un’esperienza a sé: puoi andare in montagna, fare trekking con lo zaino, dormire in cabin, fare giri in bici, vedere come il caffè viene coltivato ed essiccato e assaggiare il nostro famoso caffè.
C’è anche l’opportunità di incontrare i Maroon, i discendenti degli schiavi fuggiti dalle piantagioni. Le comunità Maroon di Port Antonio all’inizio avevano una loro indipendenza, per così dire, e vivono ancora in montagna. Passare una giornata con i Maroon, a Maroon Town, è un’esperienza che non si può fare da nessun’altra parte: il modo in cui cucinano e vivono la loro quotidianità è diverso.
Nota: la principale comunità Maroon vicino a Port Antonio è Moore Town, sulle montagne; Maroon Town è invece un villaggio nell’ovest dell’isola.
Sul lato ovest tutti conoscono il rafting sul Martha Brae, ma il rafting è nato a Port Antonio, e quello sul Rio Grande è un’altra cosa. È un viaggio di due o tre ore, che ricrea il modo in cui la Giamaica trasportava banane, zucchero e tutti i suoi prodotti lungo il Rio Grande fino alla costa, dove venivano caricati sulle navi per l’Europa.

La Giamaica ha tante cascate, e sul lato est puoi vederne altre oltre a quelle di Dunn’s River e del lato ovest. Abbiamo una grande varietà di felci, tanto che diversi scienziati studiano la flora delle nostre montagne, e in montagna è bellissimo vedere nel suo habitat naturale il colibrì, il nostro uccello nazionale. Flora e fauna sono un’attività molto eco-friendly sul lato est.
E poi c’è la gastronomia: il jerk è tipicamente giamaicano, e la jerk pit più famosa è a Port Antonio, a Boston. Per chi ama la cucina, il Boston Jerk Festival è da vedere e da vivere. Ecco perché il lato est dell’isola, che oggi è poco conosciuto, è una Giamaica diversa, che non avete mai visto.

La Giamaica è anche il luogo di nascita di James Bond: molti dei primi film sono stati scritti e girati qui. A Port Antonio c’è Frenchman’s Cove, dove è stato girato il film più recente. Si può fare tutto il percorso di James Bond e visitare GoldenEye, l’hotel di Ian Fleming, che è già di per sé un film.
Nota: GoldenEye è a Oracabessa, sulla costa nord, a circa un’ora e mezza di strada da Port Antonio.
Come sarà la Giamaica nel 2027 dopo l’uragano?
Qual è il progetto o la novità principale su cui puntate per il 2027 e che può fare la differenza per il mercato italiano?
Per la Giamaica in generale il 2027 sarà una Giamaica nuova. A ottobre 2025 l’isola è stata colpita dall’uragano Melissa, ma da questo disastro nascono nuove opportunità. Molti hotel e attrazioni hanno sfruttato la chiusura per rinnovarsi, migliorarsi e fare qualcosa di un po’ diverso: sono stati fatti tanti investimenti. Molti riapriranno entro marzo 2027 e d’estate apriranno nuove strutture. Quindi, per scoprire l’offerta della Giamaica, il 2027 sarà un anno favoloso per i visitatori italiani.
Ci aspettiamo almeno 4.000 nuove camere nella prima parte del 2027. Tra gli hotel nuovi ci sarà l’UNICO, che aprirà presto nel 2027. Sandals, il nostro marchio simbolo, sta rinnovando le sue strutture, e ci aspettiamo che il Sandals South Coast riapra entro fine anno. Per questo il 2027 ci entusiasma: vogliamo vedere aprire le nuove strutture e visitare quelle rinnovate.
Poi c’è il messaggio da far arrivare, che è: venite a vedere con i vostri occhi. Qualunque idea abbiate della Giamaica, potete superarla solo venendo. Vogliamo trasformare in numeri tutti quei “che meraviglia la Giamaica”. Quindi saremo in giro a fare promozione, aumenteremo le attività con i partner, le compagnie aeree e i tour operator, e vogliamo rafforzare la nostra presenza digitale, per avere più coinvolgimento e far conoscere di più l’isola.
Turismo di comunità in Giamaica: agricoltori, artigiani e musica
La Giamaica ha un’identità culturale fortissima, dalla musica al cibo alle tradizioni. Come promuovete il turismo di comunità e la possibilità per i visitatori di vivere esperienze autentiche a contatto con la gente del posto?
Il turismo di comunità rientra nel tema più ampio della sostenibilità, che è al centro di come vogliamo rendere duraturo il nostro turismo, visto che è la nostra principale risorsa. C’è un’iniziativa che si chiama Linkages Program, che collega le comunità locali al turismo. Gli agricoltori, ad esempio, sono incoraggiati a vendere direttamente agli hotel, con accordi definiti ogni trimestre in base a quanto possono fornire. Quindi l’agricoltura è uno dei collegamenti.
Un altro è l’intrattenimento: tanti artisti locali si esibiscono negli hotel. Poi l’artigianato: se vieni oggi in Giamaica, soprattutto negli all inclusive, vedi tanti artigiani locali che vendono i loro prodotti sulle spiagge, grazie a un accordo tra gli hotel e gli artigiani per dare loro visibilità. Lo stesso vale per alcuni negozi di design e per gli stilisti locali: della famiglia Marley, per esempio, una delle figlie è una stilista bravissima, e i suoi prodotti si trovano nelle zone dei resort. E sono i musicisti locali a portare l’atmosfera culturale autentica, con le band di mento che suonano la sera in tanti resort.
Oltre a questo ci sono altri progetti di sostenibilità. Il Jamaica Inn, ad esempio, ha un santuario per le tartarughe, e ce n’è anche a Negril: quando le tartarughe arrivano sulla spiaggia, quella zona viene chiusa. E c’è l’esperienza farm to table, in cui vai in fattoria, raccogli quello che vuoi e te lo preparano. Ci sono tanti programmi, del governo e delle comunità locali, perché tutti abbiano una parte dei benefici del turismo.
Cosa volete dire ai viaggiatori italiani?
C’è qualcosa che non ti ho chiesto e che vorresti dire ai viaggiatori italiani?
Ultimamente, anche per lo shock energetico, abbiamo notato che il modo di prenotare è cambiato: si prenota di più online e all’ultimo minuto. Però vediamo ancora tante prenotazioni con i partner: le persone vogliono la sicurezza di prenotare con un tour operator, quindi continueremo a rafforzare la collaborazione con i tour operator.
Sappiamo anche che a Negril vanno soprattutto coppie e viaggi di nozze, ma vogliamo allargare l’esperienza della Giamaica all’altro lato dell’isola. Kingston, per esempio, è la capitale culturale: non c’è solo il Bob Marley Museum, ma anche altri musei d’arte. Da lì si entra nelle Blue Mountains, e si può andare a Port Royal, la città dei pirati dei Caraibi. Non so se gli italiani si allontaneranno da Negril, perché c’è un amore enorme per Negril, ma quando faremo conoscere tutto quello che la Giamaica offre credo che vorranno viverlo: le esperienze sono la novità.
E il mercato italiano per la Giamaica è molto forte. È uno dei pochi mercati che sono cresciuti nonostante lo shock energetico: a luglio 2026 eravamo a più del 10% rispetto al 2025. Per l’inverno 2026-2027 i posti in aereo con le nostre compagnie partner sono aumentati, quindi ci aspettiamo un quadro molto positivo.
Info pratiche
Questa parte l’ho aggiunta io, per aiutarti a mettere in pratica i consigli dell’intervista.
Come arrivare
Dall’Italia si vola in Giamaica con uno scalo in Europa o negli Stati Uniti, oppure, in alcuni periodi, con i voli diretti legati ai pacchetti dei tour operator. L’aeroporto principale è Montego Bay; per Port Antonio e Kingston c’è anche l’aeroporto di Kingston. Prima di prenotare controlla l’operativo aggiornato delle compagnie. Le riaperture dopo l’uragano sono previsioni comunicate al TTG di ottobre 2026: verifica sempre che l’hotel e le attività che ti interessano siano già operativi. Port Antonio, Kingston, Negril e Montego Bay sono distanti tra loro: tra Montego Bay e Port Antonio ci sono circa quattro ore di strada.
Escursioni
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Documenti
Per un viaggio turistico gli italiani non hanno bisogno del visto, ma serve il passaporto valido. Verifica sempre la scheda di Viaggiare Sicuri prima di partire.
Internet e assicurazione
La Giamaica è fuori dall’Unione Europea e il roaming della SIM italiana costa caro. Io uso un’eSIM Holafly, che si installa prima di partire e funziona appena atterri: con il codice LEONARDO hai lo sconto. Ai Caraibi le spese mediche private sono alte e, nella stagione degli uragani (da giugno a novembre), conta anche la copertura per annullamenti e ritardi: io uso Heymondo, che con il mio link ti dà il 10% di sconto.
Domande frequenti sulla Giamaica
Cosa vedere in Giamaica oltre Negril?
Port Antonio e la costa est, con le Blue Mountains, le comunità Maroon di Moore Town, il rafting sul Rio Grande, le cascate e il jerk di Boston. Poi Kingston, con il Bob Marley Museum, e Port Royal.
La Giamaica si è ripresa dopo l’uragano Melissa?
Secondo le previsioni comunicate dal Jamaica Tourist Board al TTG di ottobre 2026, molti hotel e attrazioni riaprono rinnovati entro marzo 2027. Prima di prenotare controlla che la struttura scelta sia già operativa.
Dove si coltiva il caffè Blue Mountain?
Sulle Blue Mountains, nella parte orientale della Giamaica, tra Kingston e Port Antonio.
Chi sono i Maroon della Giamaica?
I discendenti degli schiavi fuggiti dalle piantagioni, che hanno creato comunità autonome nelle montagne. Vicino a Port Antonio la comunità principale è Moore Town.
Quando conviene andare in Giamaica?
Da dicembre ad aprile è la stagione secca e la più richiesta. Da giugno a novembre è la stagione degli uragani, con prezzi più bassi ma più rischio di maltempo.
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Intervista a Chevannes Barragan De Luyz (Jamaica Tourist Board) realizzata in inglese al TTG Travel Experience 2026 di Rimini. Le informazioni pratiche sono aggiornate a ottobre 2026: prima di partire controlla voli, documenti e riaperture sui siti ufficiali.
Tu sceglieresti il tramonto di Negril o l’alba di Port Antonio? Scrivimelo su Instagram o TikTok.


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