Valle d’Aosta, cosa vedere quando non si scia? L’ho chiesto a Paolo Boselli dell’Ufficio Promozione dell’Assessorato al Turismo della Regione Valle d’Aosta, insieme a com’è andato il 2026, a un luogo meno conosciuto da consigliare e a come la regione si fa vivere tutto l’anno.

L’intervista è stata fatta il 16 ottobre 2026 al TTG Travel Experience di Rimini, la fiera dove enti del turismo, compagnie aeree e tour operator presentano i programmi della stagione successiva. Le risposte sono riportate fedelmente, ripulite solo dalle ripetizioni del parlato. In fondo trovi le informazioni pratiche per organizzare il viaggio.

Il castello di Saint-Pierre illuminato con le montagne innevate, Valle d'Aosta
Foto di Daniel Zbroja su Pexels

💡 In breve: in autunno i castelli tra i vigneti colorati, dove da un castello vedi il successivo. In quota senza sci con la Stella di Pila, raggiungibile in cabinovia dalla stazione di Aosta, e la Skyway. Poi le valli laterali, come Valpelline e Valsavarenche, e il Cammino Balteo per vivere la regione tutto l’anno.

Le domande dell’intervista:

Valle d’Aosta, cosa vedere oltre lo sci?

Quando si pensa alla Valle d’Aosta vengono subito in mente le montagne innevate e le settimane bianche. Se dovessi scegliere un’esperienza che merita molta più attenzione, soprattutto in estate o in autunno, quale sarebbe e perché?

Sicuramente i colori dell’autunno. Sono colori caldi, fanno rivivere l’autenticità dei borghi e dei boschi e fanno apprezzare ancora di più l’offerta culturale della Valle d’Aosta, i suoi castelli. Ci sono zone davvero piene di castelli: da un castello vedi l’altro castello, e allora ti innamori di quello che c’è attorno, perché ci sono i vigneti con il foliage e questi castelli con le merlature, che riportano alla storia d’Italia, ai Savoia, alle famiglie nobiliari della Valle d’Aosta.

La storia è passata dalla Valle d’Aosta. La Valle d’Aosta è cultura: è Aosta romana, Aosta medievale, tutta la regione si può ricondurre a una grande storia. Per questo gli itinerari culturali sono quelli che ci riempiono le stagioni.

Il Forte di Bard all'ingresso della Valle d'Aosta
Foto di Daciana Cristina Visan su Pexels

Valle d’Aosta 2026: i numeri e la Stella di Pila

Com’è andato il 2026, quali sono stati i momenti più importanti e su quale progetto volete continuare a investire?

Il 2026 è stato un anno che conferma i numeri. Le presenze dei mercati stranieri, come quelli del Nord Europa, sono sempre in aumento; abbiamo avuto tanti spagnoli, tanti polacchi e ovviamente tanti italiani, e poi il turista di prossimità, il nostro affezionatissimo turista francese e svizzero.

E tutti apprezzano le grandi costruzioni fatte senza troppo impatto ambientale, che anzi si mescolano con la montagna. Ricordo la Stella di Pila, una costruzione a 2.700 metri: con la cabinovia, partendo dal centro storico di Aosta, dalla stazione ferroviaria, in un attimo dall’Aosta romana e medievale si arriva a 2.700 metri. C’è un panorama meraviglioso, una terrazza sulle Alpi dove ci si può distendere e rilassare: si trova un paradiso.

Questo è quello che la Valle d’Aosta offre anche a chi non indossa gli sci, perché ci si arriva con le scarpe da ginnastica. Come la Skyway, di fronte al Monte Bianco, da cui vedi il Monte Bianco e il panorama infinitamente meraviglioso dell’arco alpino. E ora, con la Stella di Pila, anche dalla città di Aosta si arriva in cima alle vette più belle.

Le cime del Monte Bianco dal versante valdostano
Foto di Valentin Onu su Pexels

Le valli laterali della Valle d’Aosta: Valpelline, Valsavarenche e le altre

La Valle d’Aosta custodisce un patrimonio storico straordinario, tra castelli, borghi medievali e testimonianze romane. Se dovessi consigliare un luogo meno conosciuto che meriterebbe più attenzione, quale sceglieresti e cosa lo rende speciale?

Il consiglio non lo do: la scelta deve essere qualcosa di esclusivo, ognuno sceglie quello che preferisce. Però l’elenco è molto chiaro. La Valpelline, lungo tutta la dorsale al confine con la Svizzera, sull’arco alpino più alto: alla fine c’è la diga di Place Moulin, e arrivati in fondo alla diga ci si gira e sembra di essere immersi nei fiordi. Poi la Valgrisenche, la Valsavarenche, la Val di Rhêmes, le valli del Parco Nazionale del Gran Paradiso, la Valle di Champorcher.

Nascondono delle perle che confermano la bellezza della Valle d’Aosta, che non è solo la Valle d’Aosta dei quattro 4.000, Monte Bianco, Gran Paradiso, Monte Rosa e Cervino: le vallate laterali sono davvero perle incontaminate, di rara bellezza.

Il Cammino Balteo: la Valle d’Aosta tutto l’anno

La Valle d’Aosta è molto legata alla montagna e agli sport invernali. Come state lavorando per valorizzare il territorio tutto l’anno, anche con esperienze legate alla natura, alla gastronomia e alle tradizioni locali?

Sicuramente sulle tracce del Cammino Balteo. È un itinerario lungo la Dora Baltea, sulla destra e sulla sinistra orografica del fiume, che fa tutto il giro della Valle d’Aosta, tra i 600 e i 1.000-1.200 metri. Chi arriva in Valle d’Aosta e fa anche solo qualche piccola tappa del Cammino Balteo, che a volte coincide con la Via Francigena, ha la possibilità di immergersi nei borghi più autentici della regione, quelli che offrono al turista anche la possibilità di degustare i prodotti dell’enogastronomia, nelle botteghe artigiane e dai produttori più piccoli.

È quello che il turista cerca: l’originalità, esperienze immersive a contatto con la gente del posto. E il Cammino Balteo è proprio quello che permette di entrare in contatto con la vita, con l’enogastronomia, con chi vive e chi produce in Valle d’Aosta.

Info pratiche

Questa parte l’ho aggiunta io, per aiutarti a mettere in pratica i consigli dell’intervista.

I luoghi citati

Tra i castelli più visitati ci sono Fénis, Issogne, Verrès, Sarre e il Forte di Bard, all’ingresso della valle. Ad Aosta, fondata dai Romani nel 25 a.C., si visitano a piedi la Porta Pretoria, l’Arco d’Augusto, il teatro romano e il criptoportico. La Stella di Pila è a 2.723 metri, si raggiunge in circa mezz’ora di cabinovia dal centro di Aosta ed è aperta anche d’estate. La Skyway Monte Bianco parte da Courmayeur e arriva a Punta Helbronner, a 3.466 metri. Il Cammino Balteo è un anello di circa 350 km in 23 tappe: le tappe sono descritte sul sito ufficiale lovevda.it.

Come arrivare e muoversi

Aosta si raggiunge in treno e in auto da Torino e Milano; per le valli laterali e i castelli sparsi lungo la valle l’auto è la soluzione più comoda, e se arrivi in aereo puoi noleggiarla a Torino o Milano confrontando i prezzi su DiscoverCars, che con il mio link dà fino al 4% di sconto. I biglietti della Skyway si trovano anche su GetYourGuide. Ho anche un codice sconto: scrivimi in direct su Instagram e te lo mando.

Internet e assicurazione

In Italia e in Francia, quindi anche se dalla Skyway scendi verso Chamonix, vale il roaming UE. La Svizzera invece non è nell’UE: le condizioni dipendono dal tuo operatore, e se il tuo piano non la include un’eSIM Holafly ti evita i costi extra, con il codice LEONARDO hai lo sconto. Per trekking e cammini, controlla che la tua assicurazione copra anche ricerca e soccorso in montagna, che non sempre sono inclusi nella sola copertura sanitaria: io uso Heymondo, che con il mio link ti dà il 10% di sconto, ma verifica nelle condizioni cosa prevede la polizza che scegli.

Domande frequenti sulla Valle d’Aosta

Cosa vedere in Valle d’Aosta senza sciare?

I castelli (Fénis, Issogne, Verrès, Sarre, il Forte di Bard), Aosta romana, la Skyway Monte Bianco, la Stella di Pila, le valli laterali come Valpelline e Valsavarenche e le tappe del Cammino Balteo.

Si arriva alla Stella di Pila senza sciare?

Sì: la cabinovia parte dal centro di Aosta, vicino alla stazione, e in circa 30 minuti arriva a 2.723 metri. È aperta anche d’estate.

A che quota arriva la Skyway Monte Bianco?

A Punta Helbronner, a 3.466 metri, partendo da Courmayeur.

Quanto è lungo il Cammino Balteo?

Circa 350 km, divisi in 23 tappe ad anello attorno alla Valle d’Aosta, a media e bassa quota. Si può fare anche solo una tappa.

Quando andare in Valle d’Aosta per il foliage?

Di solito da fine settembre a fine ottobre, quando boschi e vigneti cambiano colore intorno ai castelli.

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Intervista a Paolo Boselli (Regione Autonoma Valle d’Aosta, Assessorato Turismo, Sport e Commercio) realizzata al TTG Travel Experience 2026 di Rimini. Le informazioni pratiche sono aggiornate a ottobre 2026.

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