Thailandia, cosa vedere fuori dai soliti giri di Bangkok, Phuket e Koh Samui? L’ho chiesto a Sandro Botticelli, Marketing Manager dell’Ente Nazionale del Turismo Thailandese in Italia, insieme alle destinazioni su cui l’ente punta nel 2027, alle esperienze più autentiche e a come distribuire meglio i turisti nel paese.

L’intervista è stata fatta il 16 ottobre 2026 al TTG Travel Experience di Rimini, la fiera dove enti del turismo, compagnie aeree e tour operator presentano i programmi della stagione successiva. Le risposte sono riportate fedelmente, ripulite solo dalle ripetizioni del parlato. In fondo trovi le informazioni pratiche per organizzare il viaggio, comprese le nuove regole sul visto.

Barche longtail sulla spiaggia di Railay, Krabi, con le falesie calcaree
Foto di Ines Diaz Cervantes su Pexels

💡 In breve: la Thailandia meno conosciuta è l’Isan, nel nord-est, con templi khmer ben conservati e un’ospitalità genuina. L’ente promuove Krabi per il mare e Chiang Rai per il nord, non più Phuket e Samui. Per entrare in contatto con la cultura locale il consiglio è viaggiare in treno.

Le domande dell’intervista:

Thailandia, cosa vedere fuori dai soliti giri?

Bangkok, Phuket e Koh Samui sono ormai mete molto conosciute dagli italiani. Se dovessi scegliere un territorio meno battuto che merita davvero di essere scoperto, magari nel nord o nella regione dell’Isan, quale sarebbe e perché?

Sicuramente l’Isan. Siamo nel nord-est della Thailandia, ed è in assoluto la parte del paese meno conosciuta e meno sviluppata a livello turistico. Lì non andiamo a cercare alberghi cinque stelle, resort e quant’altro: è la vera Thailandia.

Ci sono due elementi molto positivi. Il primo è che ci sono diversi templi khmer, ancora in ottimo stato, bellissimi. Sappiamo che la massima espressione di questa dinastia è in Cambogia, con Angkor Wat, che è qualcosa di spettacolare; ma essendo l’Isan ai confini con la Cambogia, a suo tempo la dinastia passò il confine, e anche qui troviamo templi in bellissimo stato, spettacolari da andare a vedere.

Bassorilievi in pietra di un antico tempio in Thailandia
I bassorilievi di un antico tempio thailandese. Foto di pierre matile su Pexels

Il secondo è che in Isan possiamo fare il vero Pechino Express: vi posso garantire al 100% che possiamo bussare alla porta di qualsiasi casa thailandese e avremo la possibilità di mangiare e dormire ovunque. Essendo la regione meno sviluppata a livello turistico, è la più pura, la più thailandese, dove la filosofia buddhista è incarnata nella cultura delle persone e dove c’è il massimo rispetto verso il prossimo e verso il turista.

Krabi e Chiang Rai: le mete su cui punta la Thailandia

Guardando al 2027, qual è il progetto o la novità su cui puntate di più e che potrebbe fare la differenza per il turismo italiano?

Come hai detto nella domanda, abbiamo alcune zone della Thailandia non conosciute, ma straconosciute: Bangkok, Phuket, Samui e quant’altro. L’obiettivo dell’ente è promuovere quelle che chiamiamo le seconde destinazioni, o hidden gems, che possono essere davvero eccezionali e sono ancora da scoprire. Ogni anno promuoviamo alcune destinazioni meno conosciute.

Quest’anno puntiamo su Krabi, nel sud della Thailandia, sulla costa occidentale, sul Mare delle Andamane. È un’area che si può visitare da inizio ottobre a fine aprile, un po’ meno conosciuta dal mercato italiano, ma non per questo meno bella dell’isola di Phuket: anzi, possiamo dire che l’effetto scenico che troviamo a Krabi è qualcosa di unico e pazzesco.

Per il nord quest’anno promuoviamo Chiang Rai. È una destinazione già in parte conosciuta dal mercato italiano, ma vogliamo che venga conosciuta ancora meglio. Siamo nel nord, e quello che ho detto prima per l’Isan si riflette in parte anche a Chiang Rai: il nord è dove nacque l’antico regno, è la zona meno battuta dal turismo di massa ed è quella dove troviamo ancora quella che chiamiamo la Thainess, quel soft power, quel qualcosa in più che hanno i thailandesi.

Il Wat Rong Khun, il Tempio Bianco di Chiang Rai
Foto di Piya Nimityongskul su Pexels

Isan e treni: come vivere la Thailandia autentica

La Thailandia ha una cultura ricchissima, fatta di tradizioni, gastronomia e comunità molto diverse. Qual è un’esperienza che permette al viaggiatore di entrare in contatto diretto con la cultura locale?

Qui mi ripeto un po’: sicuramente quello che ho detto per l’Isan, bussare di porta in porta e poter mangiare a casa dei thailandesi, è un’esperienza assolutamente unica.

Ma anche spostarsi in treno. La Thailandia non ha l’alta velocità, quindi il treno è lento, in alcuni casi possiamo dire lentissimo, però ha un fascino. È diviso in tre classi: sconsiglio l’ultima, ma in prima o nella classe intermedia si viaggia discretamente bene. È un modo diverso di scoprire la destinazione, un viaggio lento, e specialmente se si parte da Bangkok verso il nord può essere un’emozione diversa. È un’alternativa al classico van dei tour operator o delle agenzie, dove si viaggia insieme ad altre persone, e può essere un buon modo per scoprire la Thailandia.

Un treno alla stazione di Hua Lamphong a Bangkok
Foto di Frederik Wrobel su Pexels

Perché non promuovete più Phuket?

Alcune località thailandesi attirano un numero molto elevato di visitatori. Come state lavorando per valorizzare gli altri territori e favorire un turismo più equilibrato e sostenibile?

Qui devo ripetermi: difficilmente ci vedrai fare promozione per Phuket, perché per l’isola di Phuket non serve, e allo stesso modo difficilmente vedrai una nostra promozione per l’isola di Samui. Il nostro obiettivo è bilanciare quello che oggi, in alcune zone, può essere turismo di massa con le destinazioni meno conosciute.

Ogni anno promuoviamo nuove destinazioni e facciamo in modo che vengano conosciute dal turismo italiano. Quest’anno puntiamo su Krabi per il mare e su Chiang Rai per il nord, e così via. Ci sono davvero tante destinazioni che devono ancora essere scoperte dal turista italiano; alcune sono già state scoperte ma hanno bisogno di ulteriore promozione. Questo è il lavoro che dobbiamo fare: bilanciare il più possibile il turismo in Thailandia.

Info pratiche e nuove regole sul visto

Questa parte l’ho aggiunta io, per aiutarti a mettere in pratica i consigli dell’intervista.

I luoghi citati

In Isan i templi khmer più famosi sono il Prasat Phanom Rung, costruito sopra un vulcano spento, e il Prasat Hin Phimai. Per vivere l’ospitalità dell’Isan in modo rispettoso e organizzato, in diversi villaggi esistono homestay gestiti dalle comunità locali, dove si dorme e si mangia con una famiglia. A Krabi il simbolo sono le pareti di roccia calcarea sul mare: le vedi a Railay, raggiungibile solo in barca, e nelle isole davanti alla costa, come le Hong Islands e Poda. A Chiang Rai il monumento più visitato è il Wat Rong Khun, il Tempio Bianco. Le escursioni a Krabi le trovi su GetYourGuide. Ho anche un codice sconto: scrivimi in direct su Instagram e te lo mando.

Treni

I biglietti si comprano sul sito delle ferrovie thailandesi o in stazione. Sulla tratta da Bangkok a Chiang Mai ci sono anche treni notturni con le cuccette: conviene prenotarli qualche giorno prima, perché finiscono presto.

Visto: da 60 a 30 giorni

Dal 15 settembre 2026 gli italiani possono entrare in Thailandia senza visto per 30 giorni, non più per 60 come dal 2024. Il soggiorno si può prolungare una volta sul posto, all’ufficio immigrazione e a pagamento; per viaggi più lunghi conviene richiedere l’e-visa prima di partire. Il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità.

La TDAC, obbligatoria

Tutti gli stranieri devono compilare online, gratis, la Thailand Digital Arrival Card nei tre giorni prima dell’arrivo. Usa solo il sito ufficiale dell’immigrazione thailandese, tdac.immigration.go.th, perché girano siti a pagamento non ufficiali. Prima di partire controlla la scheda aggiornata su Viaggiare Sicuri.

Internet e assicurazione

Per avere internet appena atterri, anche sui treni e nei villaggi dell’Isan, uso un’eSIM Holafly: con il codice LEONARDO hai lo sconto. In Thailandia gli ospedali privati sono ottimi ma costosi: io parto sempre con Heymondo, che con il mio link ti dà il 10% di sconto. Tra Italia e Thailandia ci sono 5 o 6 ore di fuso, a seconda dell’ora legale: con il mio calcolatore jet lag arrivi già adattato.

Domande frequenti sulla Thailandia

Cosa vedere in Thailandia fuori dai soliti giri?

L’Isan, nel nord-est, con i templi khmer e i villaggi rurali; Krabi e le sue isole per il mare; Chiang Rai per il nord.

Come arrivare in Isan da Bangkok?

In aereo con i voli interni per città come Udon Thani, Khon Kaen, Ubon Ratchathani o Buriram, oppure in treno: Nakhon Ratchasima, la porta dell’Isan, è a poche ore da Bangkok.

Quando andare a Krabi?

Da inizio ottobre a fine aprile, la stagione secca sul Mare delle Andamane.

Quanti giorni si può stare in Thailandia senza visto?

Dal 15 settembre 2026, 30 giorni per i cittadini italiani, prorogabili una volta sul posto. Serve anche la Thailand Digital Arrival Card, da compilare online prima dell’arrivo.

Conviene viaggiare in treno in Thailandia?

Sì, se non hai fretta: è lento ma comodo in prima e seconda classe, soprattutto sulla tratta da Bangkok verso il nord.

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Intervista a Sandro Botticelli (Ente Nazionale del Turismo Thailandese) realizzata al TTG Travel Experience 2026 di Rimini. Le informazioni pratiche sono aggiornate a ottobre 2026: prima di partire controlla le regole d’ingresso sui siti ufficiali.

Tu proveresti a bussare a una porta in Isan? Scrivimelo su Instagram o TikTok.


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